Diffusori acustici e Strumenti
di Misura: il termometro
di Mario
Bon
27 dicembre
2011
corretto 25
novembre 2012
meglio
speciticato il 12 gennaio 2014, 19 marzo 2019, 22 luglio 2020
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di
M. Kistanami, traduzione di Mario Bon 12
novembre 2016 La temperatura si misura con il termometro. Per misurare
la temperatura di un altoparlante, purtroppo, serve la telecamera termica che
sostanzialmente è un termometro molto sofisticato. L’efficienza tipica di un
altoparlante dinamico per HiFi si attesta tra l’ 1 ed il 2%. Ciò significa
che il 98-99% della potenza erogata dall’amplificatore viene trasformata in
energia meccanica o dissipata in calore. La fetta maggiore se ne va in calore
provocando un aumento della temperatura anche di 100 gradi. Non è quindi un
fenomeno trascurabile. |
La compressione: Causa, effetto e
contromisure
Alimentando
un altoparlante con una tensione di una certa ampiezza si ottiene un suono di
una certa intensità. Dato che l’orecchio è sensibile alla pressione si
preferisce misurare il Livello di Pressione o SPL (Sound Pressure Level)
espresso in deciBell (riferito a 20 micro Pascal). Se l’altoparlante fosse un
dispositivo ideale per ogni raddoppio della ampiezza del segnale applicato il
livello SPL (in asse in campo libero e lontano) aumenterebbe di 6 dB. Ma
questo, nella realtà, non avviene: man mano che la tensione applicata cresce,
il livello sonoro prodotto dall’altoparlante cresce meno del dovuto. Questo
significa che, se all’altoparlante arriva una tensione con una escursione di 30
dB, l’escursione del livello sonoro non vale 30 dB ma qualche cosa meno. In
pratica i picchi del segnale vengono “stondati” o “compressi” e comunque
distorti. Questo fenomeno, detto compressione, deriva da cause meccaniche
(l’irrigidimento delle sospensioni per grandi escursioni) e termiche (riduzione
della efficienza per aumento di Re). Il
fenomeno si manifesta sia in regime stazionario che impulsivo (riduce sia il
livello SPL che l’ampiezza dei picchi di segnale).
Nel box 1 è riportata l’espressione del livello SPL
prodotto dall’ altoparlante dinamico in condizioni standard e questa dipende,
tra le altre cose, dal valore della resistenza Re della bobina mobile. La
resistenza dipende dalla temperatura e, per rame e alluminio, aumenta dello
0.4% per grado circa e per temerature non troppo elevate: se la temperatura
della bobina mobile aumenta di 40 °C, la sua resistenza aumenta del 16% (per
es. passa da 5.6 a 6.5 ohm). Se Re aumenta,
l’SPL prodotto diminuisce e cambiano anche i parametri di Small (in
particolare il fattore di merito elettrico). Questo altera, per esempio, le
condizioni di allineamento dei sistemi reflex.
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Box 1 |
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Bl = fattore di forza 2.83 = tensione in Volt RMS Sd =
superficie di radiazione Re = resistenza della bobina mobile Mmd = massa dinamica 2 p = angolo solido = mezzo spazio r0 =densità dell’aria Bl 2.83/Re = Bli = forza d = rapporto tra la densità dell’aria e la densità
superficiale dell’altoparlante |
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La pressione acustica e Livello SPL prodotti da un
altoparlante in condizioni standard (altoparlante montato su uno schermo
infinito a 1 metro di distanza in asse con 2.83 Volt RMS applicati) in
funzione dei parametri elettrici e meccanici di Small. L'espressione contiene
alcune ipotesi semplificative e vale a bassa frequenza. La pressione di
riferimento vale 20 micro Pascal (limite di udibilità a 1000 Hz). Al crescere
di Re il livello SPL diminuisce e l’altoparlante “suona più piano”. Re è la resistenza della bobina mobile che
è realizzata con un avvolgimento di rame o alluminio la cui resistenza
aumenta dello 0,4% circa per ogni grado di temperatura. |
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La compressione termica è di due
tipi:
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“stazionaria” |
causata dall’aumento della
temperatura sul lungo periodo, poco udibile perché riduce la sensibilità
dell’altoparlante in modo lento e progressivo. |
Si riduce aumentando il diametro
della bobina degli altoparlanti, con una piastra polare alta ed un traferro
stretto o aumentando la convezione dell'aria. |
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“dinamica” |
causata dai picchi di segnale
che provocano aumenti “istantanei” della temperatura stondando i picchi i
pressione. |
Si riduce aumentando la velocità
di dissipazione del calore, per esempio, con le ogive in rame massiccio |
Alcuni woofer utilizzano soluzioni
specifiche per contenere l’aumento della temperatura (per esempio incanalando
l’aria per favorire lo scambio di calore). Va detto che la compressione termica
produce effetti udibili facilmente tollerabili. Ma ad essa si somma la
compressione meccanica e tutti gli altri tipi di distorsione. Ridurre la
compressione termica serve anche a garantire la stabilità dei parametri
meccanici dell’altoparlante.
La temperatura della bobina mobile di un altoparlante non può crescere
all’infinito: prima o poi qualche cosa si brucia (box
2).
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Box 2 :
limiti di temperatura dei principali componenti dell’altoparlante |
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Il supporto della bobina |
Carta fino a 233°C Fiberglass fino a 400° Alluminio oltre 600° |
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La smaltatura del filo di rame
della bobina mobile. (il rame fonde a oltre 1000°C) |
Classe B fino a 130° (solo Oriente) Classe F fino a 155° Classe H Gr 1 fino a 180°
(Europa) Classe H Gr 2 fino a 220° |
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Adesivi |
Da 120 a 170° (secondo la
qualità). Epossidici oltre 300°C |
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Magnete |
AlNiCo fino a 800° (non superare
300°) Ferroxdure 400-450° (non
superare 300°) Ferrite 400-450° (non superare
300°) Neodimio 310° (non superare
150°) |
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Per gli altoparlanti costruiti
in Occidente il limite di rottura è determinato dalle colle mentre il limite
degli altoparlanti orientali potrebbe essere determinato dalla sfaldatuta
della smalto che ricopre il rame (viene utilizzato anche filo di classe B).
La differenza non è di poco conto: l’altoparlante europeo, quando
surriscaldato, diventa un circuito aperto e si “stacca” dall’amplificatore
che non subisce danni mentre un altoparlante orientale si trasforma in un
cortocircuito potenzialmente dannoso per l’amplificatore. L’anello debole
della “catena” sono gli adesivi che limitano l’incremento di temperatura a 170
gradi circa. Quando la temperatura cresce di 170° , Re aumenta producendo una
compressione superiore a 4.5 dB. |
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Consideriamo un woofer, con
-
Avvolgimento della bobina mobile in rame smaltato di classe
H Gr 1 (180°C)
-
Supporto della bobina in alluminio (>600°C)
-
adesivi termicamente resistenti (170°C)
-
Re pari a 5.6 ohm a
temperatura ambiente (Ta = 20°C)
-
potenza sopportata sul lungo termine pari a 100 Watt RMS
L’ elemento termicamente più
debole è l’adesivo. In pratica la massima potenza applicabile sarà quella che, applicata
per un tempo sufficiente,farà raggiungere al woofer l'equilibrio termico ad una
temperatura inferiore a 170 °C (per
esempio 150°C). Raggiunto l’equilibrio la quantità di calore prodotto è uguale
alla quantità di calore dissipato e la temperatura rimane costante. Se la
temperatura raggiungesse 170° le colle tornerebbero allo stato fluido causando
il distacco della bobina. Aumenti di temperatura di 100° non sono rari. Il box 3 mostra l’effetto dell’eccessivo riscaldamento
subito da un tweeter di un diffusore HiFi.
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Box 3:
effetti della temperatura |
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La figura qui a fianco mostra un
tweeter per HiFi la cui calotta
posteriore, in plastica, si è fusa a causa dell’eccessivo calore. Per la cronaca il tweeter si è interrotto
(causa lo strappo dei reofori) il woofer ancora funziona segno che la causa è
stata il prolungato clipping dell’amplificatore (festa da ballo). Ciò
illustra la straordinaria tenuta in potenza di questo tweeter: la plastica è
stata fusa dal getto d’aria proveniente dalla bobina mobile attraverso il
foro che mette in comunicazione la cupola con la camera posteriore (!!!). La
temperatura di rammollimento del PVC è compresa tra 78 e 130° e si stima che
la temperatura del flusso d’aria sia stata superiore ad almeno 80° per alcuni
minuti. Per fare un confronto l’aria riscaldata da un asciugacapelli non
raggiunge queste temperature. |
Posta la temperatura di equilibrio pari a 150°C, calcoliamo la “resistenza
termica” (partendo dalla definizione come descritto nel box 4) e
di seguito la temperatura raggiunta con 40
Watt RMS: la compressione che ne
deriva è pari a 1.64 dB. In pratica iniziamo ad ascoltare ad un certo livello SPL e, trenta minuti più
tardi, il livello si è ridotto di 1.64 dB. Il calcolo riportato in box 4 vale in regime stazionario e usa le
espressioni semplificate (quindi è indicativo).
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Box 4 :
Resistenza termica |
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Definizione di resistenza
termica Rt: (I
valori tipici di Rt per woofer HiFi vanno da 0.9 a 3): |
Rt =
(150-Ta)/100 = 1.3 °C/Watt con Ta = 20° |
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Nota Rt possiamo calcolare la
temperatura di equilibrio termico Teq in funzione della potenza applicata
come: |
Teq
= Watt x Rt + Ta |
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Con 40 Watt RMS applicati
otteniamo: |
Teq
= 40 x 1.3 + 20 = 72°C |
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A 72° la resistenza della bobina
mobile Re diventa: |
Re(Teq) = Re(Ta) x (1+0.004 x
(Teq-Tambiente)) = 5.6 x (1+0.004 x (72-20)) = 6.76
ohm |
|
calcoliamo la perdita di SPL
causata dalla variazione di Re (compressione): Se la temperatura aumenta di
100° Re aumenta del 40% con 3 dB di compressione (come se sparisse metà
della potenza disponibile). |
compressione = 20 log (6.76/5.6)
= 1.64 dB |
La temperatura della bobina mobile
non cresce istantaneamente: i segnali impulsivi, anche molto intensi, cessano prima
che la bobina abbia il tempo di riscaldarsi (la costante termica di un woofer è
nell'odine del secondo). E’ come quando si passa la mano sopra alla fiamma di
una candela: un singolo passaggio veloce non brucia ma se si passa e ripassa la
mano più volte sulla fiamma si percepisce l’aumento di temperatura. E’ evidente
l’importanza che assume il fattore di cresta del programma musicale infatti se
passiamo la mano sopra una fiamma ossidrica (anche molto velocemente) ci
rimettiamo la mano.
Consideriamo un programma musicale
con fattore di cresta pari a 14.14 (così i conti vengono giusti) e un
amplificatore da 100 Watt RMS/8 ohm. Regoliamo il volume in modo da sfiorare il
clipping in corrispondenza dei picchi massimi del programma musicale. In queste
condizioni l’amplificatore eroga 1 Watt RMS su 8 ohm con sporadici picchi
massimi di 40 Volt. Con registrazioni a basso fattore di cresta (minore di 5)
la potenza RMS sul carico aumenta di 20 volte (quella di picco rimane la
stessa).
Per
picchi di tensione molto brevi il riscaldamento è minimo ed è questo il motivo
per cui è possibile collegare i diffusori acustici anche ad un amplificatore
molto potente purché “non clippanti”. Per lo stesso motivo i diffusori HiFi non
sono adatti a sonorizzare le feste da ballo dove il programma musicale ha un
fattore di cresta basso (attorno a 3) ed è necessaria una potenza RMS elevata
per lunghi periodi di tempo.
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Qui di fianco le “perdite per compressione” che si osservano
in un woofer in funzione della potenza applicata. Con 250 Watt applicati,
all’equilibrio termico, l’SPL prodotto cala di 3 dB. In pratica metà della
potenza è andata perduta per riscaldare la bobina mobile. (documentazione Beyma) |
Altoparlanti in
serie-parallelo
Per
ridurre la compressione termica si deve ridurre il riscaldamento della bobina
mobile.
La bobina mobile scambia
calore con l’ambiente esterno attraverso le parti a contatto diretto (il
supporto, il diaframma…) e per irraggiamento (verso le piastre polari ed il
polo centrale). L’irraggiamento è proporzionale alla altezza ed alla larghezza
del traferro (box 7).
In buona sostanza un altoparlante, per dissipare efficacemente il calore, deve
avere una piastra polare spessa, un traferro sottile e una bobina mobile di
grande diametro. Da questo punto di vista sono favoriti gli altoparlanti con
supporto e diaframma in alluminio che diventa un efficace dissipatore di
calore. Le ogive in rame massiccio aiutano a dissipare i picchi di temperatura.
Ci
sono due modi per ridurre il riscaldamento della bobina mobile: aumentarne la
dissipazione intrinseca o dividere la potenza su più dispositivi. Questa
seconda strada è particolarmente favorevole e prevede l’uso di più altoparlanti
connessi in serie e/o in parallelo.
Confrontiamo
la potenza dissipata da un singolo altoparlante e da due altoparlanti uguali
(connessi in serie e in parallelo). Il confronto va fatto a parità di SPL
prodotto. Rispetto al singolo altoparlanti con due altoparlanti in serie la
tensione necessaria è la stessa e la corrente si riduce a metà. Per due
altoparlanti in parallelo la tensione, a parità di SPL, diventa la metà mentre
la corrente totale assorbita rimane la stessa (box 5).
A
conti fatti quando due woofer sono connessi in serie (o in parallelo) ricevono
non la metà ma un quarto della potenza ciascuno rispetto al singolo
altoparlante (a parità di SPL) e il riscaldamento è sensibilmente minore.
Nell’esempio riportato in box 4 il woofer riceve 40 Watt RMS e
la sua temperatura sale a 72°. Se lo stesso SPL viene prodotto da una coppia di
questi woofer (in serie o in parallelo) l’aumento di temperatura, per ciascuno
di essi, si riduce a 33° e la compressione diminuisce da 1.64 a 0.44 dB (a
parità di SPL prodotto).
Aumentare
il numero di altoparlanti porta un beneficio da una parte e un problema
dall’altro perché, disponendo gli altoparlanti in colonna, aumentano le
dimensioni verticali della sorgente e l’angolo di dispersione verticale diminuisce. Le configurazioni in
quasi-serie e quasi-parallelo risolvono questa limitazione sfruttando tutta la
superficie degli altoparlanti alle basse frequenze ma mantenendo la dispersione
di un singolo altoparlante alle frequenze medie e alte (box 6). Collegando in quasi-serie
due coppie di woofer in quasi-parallelo si realizza un sistema con
quattro altoparlanti la cui temperatura aumenta veramente poco anche in
condizioni gravose (filtro passa basso progressivo) pur mantenendo, all’incrocio
con il tweeter, le caratteristiche di radiazione di un singolo altoparlante.
Affinché due woofer possano
riprodurre lo stesso SPL di un woofer di maggiore diametro devono muovere la
stessa quantità d’aria del woofer più grosso. Per esempio per sostituire un
woofer da 8” (Sd = 220 cm2 e Xmax = 7 mm.) servono due woofer da 7”
(Sd = 126 cm2 e Xmax = 6.1 mm.) oppure 2 woofer da 5” (Sd=96 cm2
e Xmax = 8.2 mm.).
Difficile che lo sia. La
compressione istantanea è ben tollerata mentre la compressione stazionaria
riduce la sensibilità del sistema progressivamente dando il tempo all’apparato
uditivo di adeguarsi. In sostanza, con sistemi ben dimensionati, non ci si
accorge di nulla.
Conclusioni
Abbiamo visto come nasce la
compressione e come sia possibile
ridurre la temperatura di esercizio utilizzando più altoparlanti connessi in
combinazioni serie-parallelo. Il Kit di uno dei primi sistemi a due vie e mezza
da pavimento è stato presentato da SUONO ventidue anni fa (numero 177 del
1988). Oggi i diffusori da pavimento a “due vie e mezzo” con due woofer in
quasi-parallelo sono diventati un classico. Va rimarcato che tutti (tutti) gli
altoparlanti dinamici hanno la bobina mobile realizzata con un avvolgimento
metallico (rame, alluminio, argento, …). Questi metalli aumentano la propria
resistività con la temperatura. Quindi la compressione termica interessa tutti
(tutti) gli altoparlanti compresi quelli assemblati a mano da vergini
tailandesi nelle notti di plenilunio. Si tratta solo di capire quanto.
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Box 5 |
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leggere con attenzione anche le tensioni e le
correnti indicate tenendo conto che sono calcolarìte per ottenere lo stesso
livello SPL con ciascuno dei tre sistemi rappresentati. |
Potenza dissipata in tre configurazioni a parità di SPL prodotto in asse. V
= tensione I = corrente P
= potenza Gli
altoparlanti in serie e in parallelo, a parità di SPL prodotto, ricevono un quarto
della potenza elettrica e si scaldano meno. |
Per capire cosa significa “a
parità di SPL prodotto” si veda la prossima tabella ricordando che
-
la sensibilità di due woofer
in parallelo è 6dB più alta rispetto al singolo woofer (ma con impedenza metà)
-
la sensibilità di due woofer
in serie è la stessa al singolo woofer
(ma con impedenza è doppia)
-
la sensibilità di quattro
woofer in serie/parallelo è 6dB più alta e l’impedenza è la stessa.
Per mantenere lo stesso
SPL con 2 woofer in parallelo o con 4
woofer in serie/paralleo si deve compensare l’ aumento di 6 dB di SPL il che si
ottiene dimezzando la tensione di pilotaggio (da 2.828, arrotondato a 2.83, a
1.414 Vrms). Dato che la potenza è V2/R , riducendo a metà la
tensione V, la potenza applicata al sistema si riduce a un quarto. Tutto ciò A
PARITA’ DI SPL PRODOTTO in ASSE o per essere precisi per lunghezze d’onda del
suono riprodotto inferiori alle dimensioni del sistema che equivale a dire “in
quel range di frequenze dove la radiazione del sistema è omnidirezionale”.
La massima potenza elettrica
dissipabile da un array regolare di altoparlanti è pari alla potenza del
singolo altoparlante moltiplicata per il numero di altoparlanti presenti
nell’array (indipendentemente dal livello SPL prodotto).
Ma qui stiamo ragionando a
parità di SPL prodotto perché stiamo cercando di ridurre la compressione
termica quindi interessa ridurre l’aumento della temperatura mantenendo lo
stesso livello SPL.
|
Compito per casa: a parità di tensione
applicata la potenza irradiata da un singolo woofer o da due woofer in serie è
la stessa ma l’impedenza dei due woofer in serie è doppia rispetto al singolo
woofer. Supponendo che l’efficienza del singolo woofer sia pari al 2%, quanto
vale l’efficienza del sistema composto da due woofer in serie? Perché? e
quanto vale l’efficienza per 51 woofer uguali tutti collegati in serie? Ricordo che l’efficienza è
il rapporto, espresso in percentuale, tra la potenza acustica attiva irradiata
e la potenza elettrica attiva assorbita e non può superare il 100%. |
.
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Configurazione e numero di woofer uguali |
Impedenza nominale in ohm |
Tensione applicata in Volt RMS |
SPL in dB in asse a 1 metro |
Potenza applicata
in Watt |
Potenza dissipata da un singolo woofer |
|
1 Woofer singolo |
8 |
2.83 |
90 |
1 |
1 |
|
2 in parallelo |
4 |
1.414 |
90 |
0.5 |
0.25 |
|
2 in serie |
16 |
2.83 |
90 |
0.5 |
0.25 |
|
4 in serie-parallelo |
8 |
1.414 |
90 |
0.25 |
0.0625 |
Tabella: potenza dissipata a parità di SPL per un woofer, due woofer (in serie o in parallelo) e quattro woofer in serie/parallelo. Si notino i valori di SPL riportati nella quarta colonna da destra (evidenziata in colore diverso).
Box 5 |
|
|
|
A parità di SPL prodotto la potenza dissipata da ciascun altoparlante collegato in un “array regolare” composto da N altoparlanti è pari a 1/(NxN) della potenza che dissiperebbe il singolo altoparlante. |
Box 6 |
|
|
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Configurazione in quasi serie e quasi parallelo. Nel primo caso l’altoparlante inferiore viene cortocircuitato verso le alte frequenze dal condensatore, nel secondo la bobina in serie all’altoparlante 2 ne limita la risposta alle alte frequenze. La configurazione in quasi-parallelo è la più usata perché consente di recuperare 6 dB di sensibilità (sacrificando l’impedenza). Lo schema più a destra rappresenta il filtro progressivo che, a bassa frequenza, equivale a quattro woofer in serie/parallelo mentre alle frequenze alte funziona solo il woofer numero 1. L’array progressivo fornisce lo spostamento volumetrico di 4 woofer con le caratteristiche di dispersione di un singolo woofer. |
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Box 7 : Temperatura della Bobina
mobile nel traferro |
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Un
woofer |
Due
woofer in parallelo pari
SPL |
Quattro
woofer in serie- parallelo pari SPL |
|
potenza per Woofer |
40 Watt |
10 Watt |
2.5 watt |
|
Temperatura |
72 °C |
33 °C |
23.35 °C |
|
Re a 20° C |
5.6 ohm |
5.6 : 2 = 2.8 ohm |
5.6
ohm |
|
Re riscaldata |
6.76 ohm (72°) |
5.89 : 2 = 2.94 ohm (33°) |
5.675 ohm (23.35°) |
|
Compressione |
1.64
dB |
0.44
dB |
0.12
dB |
Tabella B: temperatura e compressione per diverse
configurazioni.
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Potenza continua
amplificatore su 8 ohm |
Fattore
di cresta del
segnale |
Watt continui
all’altoparlante |
Watt di picco/8
ohm All’alltoparlante |
|
100 Watt |
14.142 |
1 Watt |
200 Watt |
|
100 Watt |
5 |
8 Watt |
200 Watt |
|
100 Watt |
3 |
22 Watt |
200 Watt |
|
100 Watt |
2 |
50 Watt |
200 Watt |
|
100 Watt |
1.414 (sinusoide) |
100 Watt |
200 Watt |
|
100 Watt |
1 (onda quadra) |
200 Watt |
200 Watt |
Tabella:
Potenza continua erogata dall’amplificatore in funzione del fattore di cresta
del programma musicale. I programmi musicali più compressi e sovramodulati
presentano fattori di cresta prossimi a 3.
Nelle effettive condizioni d’uso con la musica disco la potenza continua
dissipata dall’altoparlante è circa un quinto della potenza disponibile
(supponendo che l’amplificatore non stia clippando). Ne segue che un diffusore
acustico che sopporta 40 Watt può essere collegato ad amplificatori da 200 Watt
continui. La potenza dell'amplificatore dipende quindi dal fattore di crresta
del programma musicale. Il voume va regolato in modo che l’amplificatore non
raggiunga mai il clipping.
Quando
l'amplificatore clippa la potenza erogata aumenta ed il suo contenuto spettrale
riversa moltaa potenza sul tweeter che, in genere, brucia. Per questo è
preferibile ascoltre musica con un amplificatore molto potente ma che nonclippa mai piuttosto che con un
amplificatore di potenza modesta che clippa spesso.